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Hommàge a A. Camus - L'uomo in rivolta
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Hommàge a A. Camus - L'uomo in rivolta
Il giorno in cui il delitto si adorna delle spoglie dell'innocenza, quella cui viene intimato di fornire le proprie giustificazioni, per una curiosa inversione propria al nostro tempo, è l'innocenza stessa... Il senso dell’assurdo, quando si pretenda di trarne subito una norma d’azione, rende l’omicidio per lo meno indifferente, e quindi possibile.
Se a nulla si crede, se nulla ha senso e se non possiamo affermare alcun valore, tutto è possibile e nulla ha importanza. Non c’è pro né contro, né l’assassino ha torto o ragione. Si possono attizzare forni crematori, come anche ci si può consacrare alla cura dei lebbrosi. Malizia e virtù sono caso o capriccio… Ma non può convenire alla logica un atteggiamento che le fa apparire l’omicidio, di volta in volta, possibile e impossibile. Poiché, dopo aver reso almeno indifferente l’atto di uccidere, l’analisi assurda, nella sua più importante conseguenza, finisce per condannarlo. La conclusione ultima del ragionamento assurdo consiste, infatti, nel respingere il suicidio e nel mantenere quel confronto disperato tra l’interrogazione umana e il silenzio del mondo… In certo modo l’assurdo, che pretende di esprimere l’uomo nella sua solitudine, lo fa vivere davanti a uno specchio. L’iniziale lacerazione rischia allora di diventare comoda… L’errore di tutta un’epoca è stato quello di enunciare, o supporre enunciate, norme generali di azione muovendo da un’emozione disperata, cui era proprio, in quanto emozione, un moto di superamento di sé… La prima e sola evidenza che mi sia data così, all’interno dell’esperienza assurda, è la rivolta. Privo d’ogni scienza, incalzato ad uccidere o ad acconsentire che s’uccida, dispongo di questa sola evidenza che trae nuova forza dal dissidio in cui mi trovo. La rivolta nasce dallo spettacolo dell’irragionevolezza, davanti ad una condizione ingiusta e incomprensibile. Ma il suo cieco slancio rivendica l’ordine in mezzo al caos e l’unità al cuore stesso di ciò che fugge e scompare.
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