Martedì Settembre 07 , 2010
vaiLezioni

Pubblichiamo un breve saggio sul rapporto fra filosofia e teologia in Karl Barth.

vaiIl silenzio in Marco

Un breve saggio sul silenzio come elemento teologico costitutivo della teologia di Marco.

vaiPaideia

Poche battute sul programma educativo integrale.

vaiChiara e Francesco

La logica del sogno: rimaner tale.

vaiSeduzione

La leggerezza della seduzione femminile in due piccole righe.

vaiI racconti

Brevissimi racconti in cui trovate il gusto dell'assurdo caratteristico della condizione umana coniugato con la leggerezza dei pochi tratti di penna che dipingono i personaggi.

vaiIl Signor T

Il Signor T è un funambolo cui riesce di vivere spezzato. Pochi tratti dipingono un personaggio malinconico e leggero insieme che costituisce l'antitipo dell'uomo di successo.

vaiLe sentenze

I tratti caratteristici della società di massa pennellati con leggera acutezza. Un piccolo panel di sentenze postmoderne ispirate all'Uomo senza qualità che passeggia per le nostre strade.

Il Signor T va al cinema

E

gli soleva dire: «Non disprezzare nessuno e non ritenere strana nessuna cosa, perché non c'è nessuno che non abbia la sua ora e non c'è niente che non abbia il suo posto» Pirqé Avòt 4,3

Il Signor T è andato al cinema con amici, in una sala da proiezioni laterale e semivuota. Siede a un passo dal Signor Vito. Anche lui, laterale. Si sono salutati con un sorriso. Si guarda intorno: ci saranno sì e no una ventina di persone a vedere questa meraviglia: Departures. Le luci si spengono. Non c'è pubblicità - siamo in un cinema parrocchiale, austero, dove quello che conta è il gesto dell'artista, non l'evento.
Il cinema sottrae campo a se stesso e cede spazio, impercettibilmente, alla narrazione, come un artista che ritragga una donna togliendole i vestiti per cedere posto alla bellezza assoluta. S'accendono i colori. La storia è di una dolcezza infinita. Il viaggio è estremo, quello dei morti. Il protagonista, Daigo, costretto a lasciare il suo impiego da violoncellista presso la filarmonica della città finisce per accettare il lavoro di thanatoestetista. Compone cadaveri. Per nulla felice di farlo, vergognoso tanto da non rivelarlo nemmeno alla giovane moglie, finisce quasi suo malgrado per amare quest'impiego a tal punto da perderla, disgustata del marito, delle sue mani, del puzzo di cadavere che promana dal nome: thanatos. Anche gli amici si allontanano e Daigo rimane solo. Di fronte alla disfatta della sua vita, pare cedere. Chiede le dimissioni al padrone davanti a un piatto di coglioni di pesce palla. Mortali, se cucinati male. Ne mangia, fidandosi dell'esperienza del vecchio, e torna al lavoro. Se si è disposti a rischiare la vita sulla parola, perché non curarsi di coloro che l'hanno persa? Il Signor T guarda incantato quell'omino che carezza amorevolmente i corpi inanimati. Lunghe, seriche, carezze sui corpi esangui che paiono ritrovar vita per quel gesto di amore sublime quanto inutile. La pietà appare come una carezza offerta a chi non può che riceverla. Carezza però anche la moglie, che ritorna, e gli amici di un tempo, ora vinti dall'amorevole dolcezza di quelle carezze. Nella forma sublime della pietà, l'amore vince ogni dolore, conquista ogni cuore, sana ogni ferita. Il dono delle lacrime riga il volto del Signor T. Il film gli appare talmente bello che vorrebbe vederlo senza sonoro, muto. Infine, le luci si svegliano. Il Signor T rimane fermo, incantato. Anche la sala è muta. Nessuno osa muoversi per qualche istante, come fossero figure senza tempo. Più che corpi, anime. Sottratte al tempo. Sospese. Quando l'incanto si spezza, il Signor T si alza, cerca intorno altri occhi. Paiono barchette nel grande mare, smarrite. Il Signor Vito e il Signor T si salutano, con una lacrima, ed escono. Anche le anime si parlano, senza però emettere alcun suono. La notte, gentile, avvolge quei piccoli uomini instupiditi dall'arte, assolvendoli.
Departures su wikipedia.

Briciole teologiche

Dopo l'inizio, l'uomo esita verso il fine. 

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Talismano della felicità vi offre una serie di poesie leggere e delicate il cui scopo è celebrare la vita come solo lo sguardo di un bambino sa fare. Si cresce, certo; per scoprire che la vita è degna di essere vissuta con lo sguardo del bimbo.

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Talismano della felicità offre una serie di brevi riflessioni nella prospettiva di una critica del contemporaneo mondo delle società di massa.

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