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Il signor T sotto il cielo stellato
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Il signor T sotto il cielo stellato
I
l Signor T esce dalla tenda nel cuore della notte. I rumori del bosco sorridono sinuosi. Un fuoco scoppietta ancora la sua allegria. Un'onda di acacia l'attraversa in fiore. Il Signor T sorride: pare a lui, d'esser diventato fiore.Un cespuglio lo accoglie mentre beve un sorso dall'acqua che chiocciola festosa. Tutto ride intorno a lui, nella notte. Si volta. Alza il viso al cielo e sbiadisce. Un fiume bianco si posa sul mondo: miriadi di stelle argentate lo colpiscono come lance puntute. Latte dappertutto. Impalpabile, immenso, etereo. Come una grande madre la via Lattea argenta ogni singola foglia. Il bosco scintilla. La luce stilla dal mondo come fosse propria. Il Signor T china il capo. Guarda il giovane nella tenda, profondamente addormentato nel cuore del mondo. È suo figlio. Sorride lieto. Torna a guardare il cielo e un piccolo dolore si fissa nel cuore. Una lacrima, ma breve, cade argentea. Sorride di nuovo. Questo piccolo dolore gli pare così familiare e così lieto è provarne i morsi, che ormai fa parte della sua seconda natura. "Vivere, spezzato. Non avrei mai creduto che fosse una tale dolorosa fortuna!" - dice a se stesso, d'un tratto. Il carro posato sull'orlo del monte lo distrae un pochino. Torna in tenda, chiude fuori la notte, carezza dolce il viso amato del figlio e spegne se stesso fin nei più profondi recessi dell'anima.
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