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Il Signor T vola come una freccia
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Il Signor T vola come una freccia
I
l Signor T vola come una freccia. Le sue decisioni sono assolute e lineari perché il suo è un cuore semplice come quello di un bimbo. Si scaglia sul bersaglio amato con la certezza di una decisione senza pentimento. Non è un impulsivo, però. È una freccia mirata con cura, dedizione e lealtà verso se stesso. Ma i suoi bersagli stanno tutti al di là della siepe: impossibili. Per questo la freccia mentre corre dritta al bersaglio, fluttua e ondeggia incerta sul dove e sul come. Più che un volo è una danza: iniziarla vuol dire dar vita a un moto dell'anima sottratta al lutto e al grido, ma senza che se ne colga ancora la meta, i percorsi precisi. Danzare vuol dire: io voglio vivere, malgrado il lutto che ci irrigidisce. Danzare vuol dire, io voglio nascere, malgrado non io l'abbia voluto. Così, mentre il Signor T scaglia se stesso, ricorda quel bimbo che una volta era stato mentre caracollava nei campi come un refolo di vento che spiri senza meta precisa; e proprio per questo entusiasma, perché è puro anelito. Il vento infatti è la perfetta santità di Colui che vuole nient'altro che il proprio volere. Per il Signor T, volare, dunque, è obbedire.| < Prec. | Succ. > |
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