Domenica Settembre 05 , 2010
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Pubblichiamo un breve saggio sul rapporto fra filosofia e teologia in Karl Barth.

vaiIl silenzio in Marco

Un breve saggio sul silenzio come elemento teologico costitutivo della teologia di Marco.

vaiPaideia

Poche battute sul programma educativo integrale.

vaiChiara e Francesco

La logica del sogno: rimaner tale.

vaiSeduzione

La leggerezza della seduzione femminile in due piccole righe.

vaiI racconti

Brevissimi racconti in cui trovate il gusto dell'assurdo caratteristico della condizione umana coniugato con la leggerezza dei pochi tratti di penna che dipingono i personaggi.

vaiIl Signor T

Il Signor T è un funambolo cui riesce di vivere spezzato. Pochi tratti dipingono un personaggio malinconico e leggero insieme che costituisce l'antitipo dell'uomo di successo.

vaiLe sentenze

I tratti caratteristici della società di massa pennellati con leggera acutezza. Un piccolo panel di sentenze postmoderne ispirate all'Uomo senza qualità che passeggia per le nostre strade.

Talismano della felicità - Racconti - il blog

Gli amici del Signor T

G

li amici del Signor T sono omini claudicanti. Ciascuno coltiva le proprie piccolezze col garbo di una farfalla in un padiglione: si posano sulla vita, più che camminare a passo d'oca. I loro volti hanno tutti il tratto della vulnerabilità. Sono segnati. E questo li rende cari, perché fragili. Sono riconoscibilissimi: mettete il Signor T in loro compagnia e ottenete una partita di shangai che sta consumando le sue ultime mosse. Sono pochi e sbilenchi. Nulla a che fare con i grandi numeri e le certezze della grande Storia. Il Signor T ama parlare a pochi. Uno o due amici vanno più che bene. Quando sono in sette o otto è una folla e tutti sanno come marciano le folle: paiono rulli compressori fatti di carne e ossa. Sono amici che stanno nel pugno di una mano o, se volete, a cui stringere la mano anche quando nessuno ve la stringerebbe più. Ognuno di loro ha un colore. L'acuto e intelligente profuma di terra contadina, ha il corpo d'argilla e due occhi chiari come il cielo di campagna. Sa piangere delle sventure altrui come un bambino ma possiede il cuore fermo di un leone. Sa dirti quello che non t'aspetti e correggerti con l'affetto forte di un orso. Il Signor T non ha paura d'ondeggiare con lui. Si sente al sicuro perché la sua lealtà lo avvolge come un panno anche quando la sventura s'incunea nel cuore come un malanno da cui qualsiasi sguardo si distoglierebbe. Il suo colore è il marrone della terra e della spiritualità dei frati francescani. Il cucciolo ha i tratti evanescenti dello sguardo di chi ha visto il terrore della follia eppure suona come un angelo, come se sulle rovine di Dresda solo le note di un violino potessero far resuscitare i morti. L'amicizia del Signor T per lui ha i tratti dell'utilità, la gioia del reciproco dono, la fortuna del bene. Pare più un farmaco che un incontro, un gioiello più che una vacanza dei sensi. Il suo colore è l'azzurro dell'acquamarina proprio di alcune statue cattoliche di Maria. È un'amicizia materna e frugale. Il pratico ha l'aria di chi dice: "faccio sul serio, io!" ma se gratti un pochino pare un topolino spaurito. Con lui, il Signor T ha condiviso tristezze amare fino allo spasimo e una prossimità vicina alla morte. Il suo potrebbe essere il colore del costume di Arlecchino perché è un mascalzone che farebbe qualsiasi cosa per ottener successo, ma in fondo è un buono, perciò, ovviamente, non l'ottiene. Amicizie così non ve ne sono tante, ma state certi che riempiono davvero la piccola vita del Signor T come un vaso di fiori riempie la stanza col suo profumo, perché esse sfuggono alla presa della vita quotidiana, non dicono del tempo, ma saltellano tra i tempi come ranocchiette sul fiume, con il loro aereo volteggiare sull'acqua.
 

Il Signor T è un funambolo

N

ittày Haarbelì diceva: «Allontanati dal cattivo vicino; non ti associare al malvagio; non scoraggiarti in merito alla Sua punizione». Pirqé Avòt 1,7

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Il Signor T e la Storia

I

l Signor T, per quanto sia buffo e anacronistico il venirlo a sapere, è di nobili origini, ultimo rampollo cadetto di una stirpe presente già ai tempi che furono di Carlo Magno. Erede solo di un delicato profumo, per la verità. Non di nome, né di fatto, ovviamente. Eppure la Storia si affacciava alla sua vita quando tutto proteso in avanti s'abbeverava ai racconti della Marchesa, sua nonna; ed era una fonte dolcissima a cui s'inchinava bevendo incantato all'età in cui una reggia è più viva e presente dell'appartamento a quattro stanze in cui si passa il tempo giocando a rimpiattino coi fratelli. Erano racconti epici, interminabili come una linea retta quando vien vista con gli occhi di un piccolo; e il Signor T pareva andasse in una palestra d'eroi o di maghi, o forse, piuttosto, di esili Don Chisciotte disegnati con un solo tratto di matita. Tutto imparava da lei: la vita, il passato, la morte, la santità, l'onestà, il pudore, persino l'amore, in un caleidoscopio che pareva non lesinare sorprese tanto era bello. Ascoltarla era come entrare in biblioteca. Amarla, visitare, col nasino all'insù, una bottega di spezie. Era tonda, enorme, e il piccolo Signor T vi si perdeva in un solo dei suoi abbracci, come un esile filo d'erba in un prato. "Ma cos'era dunque la Storia che lì faceva il suo corso? E ancora: ha un corso nella mia sghemba andatura?" - si chiedeva il Signor T sul far del tramonto. E subito rispondeva a se stesso: "È di certo spaziare come un punto su una linea che copre tutte le epoche e m'affratella a ciascuno. Un punto x che esplode oltre se stesso, come una sorta di Big Bang da tasca che ciascuno può portarsi appresso come biancheria intima. La Storia è questione di spazi. Ciascuno ha il suo, più o meno grande. Ma è anche un ladro, sia pur gentiluomo, perché di tutti coloro che sono già stati non si possono seguire le strade su cui pure ci s'incammina sbilenchi. Cavalieri, mecenati, avvocati, mercanti, proprietari di terre, vescovi e re, sono stati l'infanzia. A chi dunque votare il mio sguardo? Non rimane che un ultimo salto e volar sulla luna", ragionava il Signor T inclinato dolcemente come una statua del Buddha coricata su un fianco. "Così - rifletteva - in quella virgola d'erba, s'affacciò l'amore per cose impossibili come rette ricurve e ferri lignei e il passo incerto e sghembo di chi sa che a cercar non si trova ma chi non cerca, viene certo trovato". E tuttavia, sebbene questi pensieri gli dessero un lungo momento di sollievo dalle proprie pene, la Storia non raddrizzava l'animo storto del Signor T più di quanto non lo facesse la lettura di un libro, una pozza di mare blu, il volo leggero dei gabbiani nel cielo assoluto sopra il grande mare. Solo, s'affacciava per la prima volta un'idea di sé che non coincideva con la propria natura spezzata, sebbene la cicatrice che lo divideva verticalmente a metà fosse ancora del tutto visibile e crudelmente reale. Ma era già qualcosa poter insinuare in quelle pieghe brutali il dubbio di non bastare a se stesse. Così, fremendo delicatamente, il Signor T ritrovava un po' di tenerezza per la propria fragile caricatura, ed emetteva una risata storta, come a dire: "Eppure, rido!".
   

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Briciole teologiche

Il corpo è l'esser ancora là della parola: il suo ora in uno spazio noto e mantenuto. 

Le poesie

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Talismano della felicità vi offre una serie di poesie leggere e delicate il cui scopo è celebrare la vita come solo lo sguardo di un bambino sa fare. Si cresce, certo; per scoprire che la vita è degna di essere vissuta con lo sguardo del bimbo.

Sentenze

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Talismano della felicità offre una serie di brevi riflessioni nella prospettiva di una critica del contemporaneo mondo delle società di massa.

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