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Talismano della felicità - Lezioni - il blog
Solitamente, le questioni difficili richiedono molte precisazioni, qualora sia anche problematico risolverle. Ed in effetti, come tenere insieme la presenza costante del male, la desolante inettitudine dell’eletto ad agir bene, le dinamiche sociali che paiono aggravare la sventura dell’uomo precipitandola in seno a ruoli alienanti, persino i rapporti parentali e gli affetti più cari travolti da paure inconfessabili, con la superiore volontà di bene di cui Dio è capace a favore dell’uomo? In altre parole, come coniugare l’eterna questione: Dio è onnipotente e buono, con l’inquietante presenza del male? Non è forse cosa da suscitare più di un risolino di scherno nei confronti dell’imprudenza divina che avrebbe osato un po’ troppo introducendo nel mondo una creatura tanto mal fatta pur essendo a sua immagine e somiglianza ? Che è, infatti, Dio, se non pura autoaffermazione?
Leggi tutto: Giuseppe il nutritore - Apoteosi dell'uomo e kenosi di Dio
Gen 27
|16:20
Rispetto al secondo episodio della saga, qual è il guadagno espresso dalla tragica vicenda d’amore narrata nel Giuseppe in Egitto? Gli elementi tragici dell’episodio precedente si ripresentano tutti: il padre nel ruolo sovrano di Potifar, la madre perduta, significata sin dal nome con cui viene presentata, il figlio della morte ridotto in schiavitù che anela disperatamente al proprio riscatto recuperando titanicamente l’origine che traligna nella figura della coppia principesca. Anch’essi, d’altra parte, afferrano in Giuseppe il proprio futuro negato. In ogni caso, i rapporti “sociali” si dimostrano feroci, disperatamente governati dalla volontà di risarcire se stessi a fronte dei torti subiti. Render giusta la vita, questa sembra essere l’ossessione che guida i protagonisti della saga.
Dic 22
|21:02
Un giorno la cosa diventerà seria.
Sono stata tanto sola, anche non avendo mai vissuto da sola.
Sai, quando ero con qualcuno spesso ero felice, ma comunque pensavo fosse del tutto casuale. Questa gente erano i miei genitori, ma avrebbero potuto comunque essere anche altri. Perché mio fratello era quello con gli occhi marroni, e non invece quello con gli occhi verdi che stava sulla panchina di fronte? La figlia del tassista, per esempio, era mia amica, ma avrei potuto passare il braccio anche attorno al collo di un cavallo, sarebbe stato lo stesso. Stavo con un uomo, ero innamorata... Ma avrei potuto anche piantarlo e andarmene via con quel tizio sconosciuto che avevamo incontrato per la strada.
Guardami o non guardarmi.
Dammi la mano oppure no.
No, non darmi la mano e leva lo sguardo da me.
Credo che oggi sia luna nuova; non c'è notte più tranquilla, in tutta la città non scorrerà sangue. Prima non ho mai giocato con qualcuno e tuttavia non ho mai aperto gli occhi per pensare. Adesso è una cosa seria, finalmente sarà una cosa seria.
Così ora sono cresciuta; ero solo io così poco seria... E' il tempo così poco serio...
Non sono mai stata solitaria: né da sola, né con qualcun altro. Ma mi sarebbe piaciuto, in fondo, essere solitaria. Solitudine significa: finalmente sono tutto. Adesso posso dirlo, perché oggi, finalmente, sono davvero sola.
Bisognerà finirla prima o poi con il caso. Non lo so se ci sia un fine, ma so che ci dev'essere una decisione. E' necessario che tu ti decida. Deciditi. Ora il tempo siamo noi. Non solo la città intera, adesso è il mondo intero che prende parte alla nostra decisione. Ora noi due siamo più che due solamente: noi incarniamo qualcosa.
Ed eccoci sulla Piazza del Popolo, siamo qui tutti e due. E l'intera piazza è piena di gente che si augura la stessa cosa che ci auguriamo noi. Decidiamo noi il gioco per tutti.
Io sono pronta. Ora tocca a te. Hai tu in mano il gioco. Adesso, o mai più.
Tu hai bisogno di me. Tu avrai bisogno di me. Non c'è storia più grande della nostra: quella mia e quella tua. Dell'uomo e della donna. Sarà una storia di giganti. Invisibili, riproducibili. Sarà una storia di nuovi progenitori.
Guarda i miei occhi: sono l'immagine della necessità. Del futuro di tutti sulla piazza.
La notte scorsa ho sognato qualcuno, uno sconosciuto, il mio uomo. Soltanto con lui potevo essere sola ed aprirmi a lui, aprirmi tutta, tutta sua, farlo entrare dentro di me tutto intero. Avvolgerlo con il labirinto della comune beatitudine.
Io lo so, sei tu quello...
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