
Challà, il pane del sabato, o pane di "Shabbat"? Da quando, quasi per caso,
ebbi tra le mani il bel libro di Linda Hassan Guetta
sulla cucina ebraica tripolina, rimasi affascinato da una frase in cui riecheggiavano le parole
di Qohelet. Si presentava, infatti, un libro di ricette ebraiche, cioè "Un invito a ritrovare
quella normalità e quella
monotonia che sono,
in certo senso, la felicità". Delizioso. Quindi, ecco la mia ricetta della Challà, il tipico
pane ebraico di Shabbat. Ma prima qualche noticina:
Quando entra shabbat, cioè il venerdì sera, gli ebrei osservanti recitano
una preghiera, il kiddush, in cui ringraziano Dio di
aver creato il mondo in sei giorni e di essersi riposato il settimo, Shabbat, appunto;
il kiddush è dunque la benedizione del vino e del
pane, la nostra "challà" o "challàh" ;)
Ingredienti
- 1 kg di farina
- 50 g di lievito di birra o 2 bustine di lievito secco per pane
- 1 bicchiere di acqua tiepida per sciogliere il lievito
- 1/2 bicchiere scarso d'olio extravergine d'oliva
- 2 uova
- 6 cucchiai abbondanti di zucchero
- 1 cucchiaino di sale
Per guarnire
- poco tuorlo d'uovo
- semi di sesamo o semi di papavero - se piacciono, io li adoro :)
Esecuzione
difficoltà
tempo
1 h e 30 circa
Cucinare il pane di Shabbat, o "Challah" è, tutto sommato, abbastanza facile.
Come sempre, occorre sciogliere il lievito con l'acqua tiepida e lo zucchero. Quando è ben
sciolto aggiungere man mano la farina setacciata. Versare le uova, l'olio, il sale. Mescolare a
lungo e impastare con forza e costanza. A mano è decisamente più romantico
che con l'impastatrice ;) Quando l'impasto per la challà è ben uniforme, formare
una palla, che va coperta, e lasciarla lievitare per 20 minuti. Alla fine della lievitazione,
dividere l'impasto in 6 parti per ottenere due challot a treccia, oppure in 10 parti per intrecci
più complessi: la treccia semplice è realizzabile con facilità da chiunque, e di
sicuro effetto. Tirate le parti di
impasto e formate i rotoli, intrecciateli e ottenete due filoni lunghi circa 30 cm.
Le trecce ottenute devono riposare - coperte - finchè non raddoppiano la loro misura, cioè per almeno
mezz'ora. Quando la lievitazione è ultimata, si spennellano le challot con albume diluito in un
po' d'acqua, si spargono i semi di sesamo o di papavero e si infornano a 220°. Quando
la challà è cotta acquista in superficie un bel colore dorato.
Tradizionalmente, la challà si copre durante il kiddush per la benedizione del pane con
un panno finemente ricamato; quando la benedizione finisce, il capofamiglia spezza una
delle challot in piccole parti, vi sparge sopra un po' di sale e la offre ai commensali. È probabilmente
il gesto che ha compiuto anche Gesù durante l'ultima cena.
Noi abbiamo parlato di trecce semplici per realizzare la challàh. Per le trecce più
complicate potete guardare il tutorial
su YouTube che spiega esaurientemente
come realizzare questo tipo di challot (è il plurale di challà, non spaventatevi).
Poichè le famiglie ebraiche di Shabbat mangiano normalmente carne, non si prepara
la challà con il burro, per esplicito divieto alimentare di mescolare la carne con i derivati
del latte.
P. S. Vorrei ricordare Marilù, che ci portava il pane del sabato per mia nipotina
Sarah, che ne era ghiotta e ne faceva una festa,
quando ero ancora un ragazzino. Era una donna di grande e squisita umanità.
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